sabato 14 novembre 2009
La festa dello sport
giovedì 15 gennaio 2009
i costi dello sport
Parto con alcune affermazioni che ho vissuto , sentito, raccolto: “morto mio padre, la squadra di calcio ha iniziato a retrocedere…era a un passo dalle serie B”. “Morto il padre del mio ragazzo, il club di sci nautico è decaduto fino a chiudere…morto il cane, morta la rabbia!”. “I figli seguono le passioni dei genitori, per loro lo sport è un gioco, lo sci nautico un gioco nell’acqua.”
Lo sport è passione, ma di chi? Dovrebbe esserlo per chi lo pratica e non per chi lo impone; non dovrebbe essere imposto. La passione nasce da dentro e non puo’ essere un imperativo ipotetico (ossia fai sport, sennò non ti voglio bene o non sei mio figlio). Ero a un passo dalla squadra regionale di atletica e non ci son voluta entrare. Ho letto sul viso di mio padre una delusione tale che ancora oggi non riesco a dimenticare. Per questo quando mio figlio mi dice: “non mi piace lo sport”, lo capisco anche se un po’ di delusione c’è. Non si deve mostrare. Ognuno ha le sue passioni ed è giusto che le coltivi da sé.
Ma veniamo al titolo dell’articolo: la passione basta? Aiuta e aiuta molto; spesso la passione fa superare ostacoli che sembrano insormontabili. Ma lo sci nautico, come altri sport, è costoso per chi lo pratica e per chi lo propone. La struttura, la barca, l’istruttore, il meccanico, lo sci costano e i costi non sono definiti da chi pratica lo sport, sono a prescindere. Ci sono alcuni club che cercano di abbattere i costi con molto sforzo e tanta volontà e alcune belle promozioni. Ma: perché essere soli? Lo stato? In Italia lo sport non si promuove ed è un vero peccato.
Tutto ciò che riguarda la formazione sembra essere dimenticato: dalla scuola allo sport. Una nazione non si forma privatamente, non sarebbe una Nazione. Siamo all’individualismo imperante. Ma esso è già morto…nel settecento!
venerdì 5 dicembre 2008
Controllare le passioni
(Grazie a Remo Bassi e al gioco del biliardo per l'ottimo spunto).
sabato 11 ottobre 2008
Stile sportivo, stile di vita
giovedì 21 agosto 2008
Un tifoso d'altri tempi
“Una volta il calcio aveva dalla sua personaggi che hanno fatto dell'etica un vero e proprio baluardo...penso ai vari Scirea, Facchetti...Uomini in campo e fuori...con doti umane oltre che tecniche. Scirea mai un'espulsione nella sua carriera. Pilastro nella Juve del Trap, è diventato l'icona del calcio anni 70...un calcio poetico, spensierato, un hobby, non una professione (ed infatti il calciatore era un secondo mestiere)...Facchetti, esordiente in serie A giovanissimo, che con l'Inter di Herrera vince tutto...in campo sempre gentile, educato pronto a dare la mano all'avversario...insomma personaggi diventati icone di un'epoca...perché avevano fatto un semplice ragionamento: “SPORT=ETICA , ETICA=RISPETTO DI ME STESSO E DEGLI ALTRI”. Queste sono le parole di Moris Sonzogni, tifoso ultra dell’Atalanta. Ultra, avete letto bene. Sfatiamo il mito dell’ultra bruto e ignorante e comprendiamo che, come sempre, non bisogna fare di ogni erba un fascio e che esistono tifosi intelligenti e con principi etici non solo consolidati ma di altri tempi, che vedono addirittura nel calcio la poesia. Cuore nobile, mi direte voi; eccezione, forse. Ma ciò dimostra che lo sport è bello se assume e mantiene i connotati etici per cui è nato: il gioco, il divertimento e il rispetto di sé e dell’altro. Temi che enuncio da sempre e ritrovo sempre più spesso. A ricordare che lo sport non è solo il mercato che spesso si vuol far vedere.
domenica 15 giugno 2008
Il ruolo dell'umile
(P.S. Ringrazio Gianluca Pantano, tennista lombardo, per avermi concesso un'intervista da cui è tratto questo articolo.)
lunedì 2 giugno 2008
Vi aspetto
presenterò il mio libro e l'attività di sci nautico nelle scuole superiori svoltasi durante l'anno scolastico 2007-2008 in collaborazione con la water ski di San gervasio B.no e ci sarà anche una simulazione di consulenza filosofica applicata allo sport.